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Intervista a Paolo Mottura – #ECSEI

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Serena Mascali
Written by Serena Mascali

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Serena: Ti abbiamo visto all’opera su diversi generi, seppur appartenenti tutti al mondo Disney: Dylan Top, PK, Moby Dick. Quale senti più vicino al tuo gusto personale e al tuo stile?

Paolo: Probabilmente mi piacciono le storie più intimiste, quelle in cui c’è una trama abbastanza solida e in cui si racconta anche il carattere dei personaggi. Mi trovo meno a mio agio con le storie d’azione, anche se ne ho disegnate molte perché già vent’anni fa disegnavo sui primi numeri della serie di PK, e quindi mi son fatto un po’ le ossa disegnando anche storie d’azione e di fantascienza. Però, se dovessi scegliere, sceglierei più storie tranquille in cui magari è la trama che racconta la storia e non tanto l’azione dei personaggi o gli inseguimenti e le scene frenetiche.
Un esperimento che mi piace ricordare è quello fatto in casa Disney con Mickey Mouse Mystery Magazine, una serie di stampo noir in cui c’era questo Topolino un po’ stranito che si aggirava per questa città che non conosceva bene. Insomma, una storia dal sapore un po’ retrò, un po’ noir, e questo filone mi piace molto. Attualmente sto lavorando a una storia che mi piace altrettanto ricordare ed è la parodia di Metropolis, un film che ormai ha novant’anni ma che però rimane molto attuale. Una storia dalle atmosfere molto cupe in cui vengono fuori, anche in questo caso, i caratteri, le caratteristiche dei personaggi e l’eroe Topolino che è uno dei miei preferiti in assoluto.

S: Al di fuori dell’ambito Disney, c’è qualche genere che ti piacerebbe esplorare?

P: Devo dire che, in ambito fumettistico, ho fatto un po’ tutto quello che era alla mia portata. Ormai disegno da quasi quarant’anni e ho sperimentato un po’ di tutto. Mi piace molto ricordare la parentesi francese: intorno a dieci anni fa ho disegnato alcune serie, una delle quali si intitola “Carême” in cui si racconta una bella storia di amicizia e di viaggio fra i due protagonisti. Quella francese è stata un’esperienza molto formativa per me, perché mi sono cimentato in un genere che in Italia raramente si ritrova, semi realistico, nella quale ho potuto sperimentare certe tecniche che si avvicinano per certi versi alla pittura e all’illustrazione.
Un fumetto un po’ più ricercato rispetto a quello che produciamo qui in Italia.

S: Ho una domanda un po’ più personale, adesso: com’è la tua giornata tipo quando lavori a un progetto o a una storia?

P: Molto tranquilla come giornata. Ho una camera che funziona sia come camera da letto che come studio, quindi il tragitto dal letto al posto di lavoro è molto breve. Mi sveglio abbastanza tardi e comincio subito a lavorare senza fare colazione; vado avanti fin quando non inizio a sentire i primi crampi della fame e a quel punto mi fermo e faccio pranzo e poi, generalmente, faccio un piccolo giro in bicicletta e poi mi rimetto a lavorare nel pomeriggio. Se ho voglia, anche dopo cena, quando non esco con gli amici, disegno fino a tardi. Lavoro sia a mano che al computer. Di notte, in realtà, mi piace molto lavorare al computer perchè entro in una specie di trance in cui non mi accorgo che il tempo passa e, a volte, mi capita di lavorare quasi fino all’alba. La trovo una cosa molto riposante e rilassante, soprattutto di notte.

S: Oggi sei fra gli autori Disney più amati e seguiti dal pubblico Disneyano. Qual è, invece, il tuo idolo all’interno dell’universo Disney?

P: Grazie! Non saprei, ce ne sono tanti. Quando ho iniziato, il mio unico punto di riferimento era Giorgio Cavazzano, un autore della generazione precedente alla nostra, e guardavo unicamente i suoi disegni. Ero proprio innamorato del suo stile! Col tempo ho capito che conveniva avere più punti di riferimento e non rifarsi a un unico modello, anche perché così si rischierebbe di diventare degli epigoni, degli imitatori dell’autore che si ama tanto, e così ho cercato di differenziare. I nomi sono tanti: da Massimo De Vita a Carl Barks, o a Floyd Gottfredson, agli italiani Romano Scarpa e Giovan Battista Carpi, che è stato il mio maestro e a cui devo tutto perché è stato l’autore che mi ha spinto a cominciare a fare questo lavoro.
Fra i miei coetanei anche Corrado Mastantuono, Fabio Celoni e tantissimi grandi autori che, secondo me, continuano un po’ quella che è la tradizione di Disney italiana.

S: Prima accennavi a Metropolis, e anche Valentina De Poli ci ha detto qualcosa in merito. Tu hai qualche spoiler da farci?

P: Se questa intervista viene diffusa è meglio di no, altrimenti poi dovrò avere a che fare con la Direttrice! A parte gli scherzi, si tratta di una storia a cui abbiamo pensato ormai da molto tempo; è stata un’idea mia che ho proposto a Francesco Artibani in un’estate di, penso, tre anni fa. L’idea gli è molto piaciuta e abbiamo iniziato a pensarci seriamente e io, nel frattempo, ho iniziato a fare dei bozzetti, a capire come potevo interpretare graficamente questa storia. Però poi sia io che lui siamo stati travolti da una serie di progetti che perso il sopravvento. Adesso, finalmente, dopo tutti questi anni, la storia si è sbloccata, e io la sto disegnando in questi giorni. Mi son portato a Catania le matite della prima puntata e quando ho un attimo libero fra un impegno e l’altro vado in camera a disegnare! Quindi, insomma, la storia va avanti, finalmente si è sbloccata, e penso che nel giro di un paio di mesi sarà finita. Immagino venga pubblicata nella prima parte del 2017, probabilmente.

S: Adesso ti spiazzerò. Paperi o Topi?

P: Non so, mi prendi alla sprovvista! Chiaramente amiamo sia i paperi che i topi. Il mio personaggio preferito è Topolino, ma in genere amo tutte quelle storie di Gottfredson e di Barks in cui emergeva la figura dell’eroe contenuto, che non è un supereroe e che bisogna conoscere per capirne veramente il suo valore. Il tipo di eroe un po’ in sordina che a me piace molto.

S: Grazie mille.

P: Grazie a te!

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About the author

Serena Mascali

Serena Mascali

Blogger e scribacchina a tempo perso. Ho un blog, Rum in Teacups, nel quale parlo di comunicazione, lifestyle, questioni nerd e racconto la mia vita (anche se non interessa a nessuno). Da grande voglio fare la scrittrice.
Caporedattrice di ToChio.it

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