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Arslan: una leggenda crossmediale

Arslan copertina
Giuseppe Di Mauro

Nel 1986, lo scrittore giapponese Yoshiki Tanaka, reduce dal successo della sua prima opera (la saga spaziale Legend of the Galactic Heroes) decide di mettersi alla prova con il genere fantasy e inizia a scrivere Arslan senki.

La leggenda di Arslan, questo il titolo in italiano, narra le vicende del giovane principe Arslan, erede al trono del ricco e potente regno di Pars, ispirato all’antica Persia. Come successo con il precedente lavoro, anche in questo caso Tanaka ottiene un enorme consenso di pubblico, tanto che le avventure del giovane principe (arrivate al quattordicesimo volume e tuttora in corso) sono state trasposte in una serie manga conclusa in 13 volumi, due film d’animazione e una serie anime, tra 1991 e 1996.

Tale è il clamore attorno all’opera che, dal 2013, è in corso di pubblicazione una nuova trasposizione manga (affidata, in questo caso, all’amatissima Hiromu “Fullmetal Alchemist” Arakawa) dal quale a sua volta è stata sviluppata una serie anime che conta già 25 episodi.

arslan 1La trama della nuova trasposizione manga non si discosta dalle light novel originali: per la prima volta nella sua vita, il quattordicenne principe reale Arslan è al fianco del padre Andragoras III alla testa dell’imponente esercito del regno di Pars, la cavalleria del quale gode di fama di invincibilità. Sul fronte opposto, l’esercito di Lusitania, reame nemico popolato da spietati quanto fanatici seguaci del dio Yaldabaoth. La vittoria di Pars sembra scontata, ma le trame ordite dal  misterioso Maschera d’argento rimescolano le carte in tavola, causando un’impensabile e rovinosa disfatta di re Andragoras. A seguito di ciò, Arslan si ritrova costretto alla fuga mentre il nemico dilaga nel regno. Il giovane dovrà quindi riuscire nel difficile compito di radunare un esercito per riconquistare il dominio di cui è erede, contando sull’aiuto di pochi ma valorosi amici.

La Arakawa, di ritorno al fantasy dopo l’incursione nello slice of life scolastico con l’atipico e divertente Silver Spoon, si mostra in grande spolvero col genere che l’ha resa celebre.

Partendo dalle solide basi dell’opera di Tanaka, la mangaka trova il modo di darle nuovo lustro grazie non solo ad impeccabili scelte grafiche, ma anche ad intelligenti soluzioni narrative. Fra queste, l’idea di aggiungere un prologo all’inizio della storia (ambientato durante l’infanzia di Arslan) che mostra il difficile rapporto del principe con i genitori e con il suo mentore, l’anziano Eran Varhiz, e anche lo splendore di Ecbatana, la capitale di Pars, oltre a introdurre un personaggio ricorrente nella serie. Un piccolo accorgimento che fornisce, però, molti elementi utili a capire le scelte del protagonista nel corso della storia e ad apprezzarne lo sviluppo psicologico.

arslan

La caratterizzazione e l’evoluzione dei personaggi sono proprio gli elementi maggiormente significativi riscontrabili nei primi due volumi (pubblicati in Italia da Planet Manga). Da un parte, infatti, abbiamo l’ampio parco di eroi e villain creato da Tanaka, ben caratterizzato grazie ad un continuo gioco di conservazione e sovversione dei canoni del fantasy storico giapponese e degli archetipi del genere fantastico; dall’altro una mangaka capace di esaltare le caratteristiche di ogni personaggio grazie ad uno storytelling sapiente e ad un character design di grande impatto.

Il tratto particolarmente morbido e tondeggiante della Arakawa riesce, quasi a sorpresa, a risultare efficace in ogni sequenza: dagli sconfinati scenari continentali alle cariche di cavalleria, dalle opulente sale della corte di Ecbatana alle truculente scene di guerra, il comparto grafico è ottimale, anche se la ricchezza di dettaglio delle figure si scontra spesso con gli sfondi poco elaborati (spesso bianchi).

arslan articolo

Nei due volumi attualmente editi nel nostro paese, la narrazione corre a ritmo serrato (nonostante i numerosi personaggi e nozioni storico-politiche fornite) snodandosi tra continui colpi di scena e stravolgimenti.

Storia avvincente e ottimi disegni rendono La leggenda di Arslan una delle recenti proposte manga più interessanti.

Ingannare l’attesa tra l’uscita di un volume e l’altro pur restando immersi nelle atmosfere dell’antico regno di Pars è possibile giocando con Arslan – The Warriors of Legend, videogioco prodotto da Omega Force e Koei Tecmo e distribuito da Halifax.

arslan gioco copertina

The Warriors of Legend è un action in stile musou (disponibile per PC, PS3, PS4 e XBox One) che permette al giocatore di vestire i panni di Arslan e di altri 14 personaggi e di partecipare alle battaglie cruciali della prima parte della campagna di riconquista di Pars da parte del giovane principe.

Alternando le sequenze di gioco vere e proprie ad altre in cui viene mostrata la storia in cel shading, la campagna in single player risulta piuttosto lunga.

Il sistema di gioco è pressoché invariato rispetto agli altri titoli della serie Warriors e risulta semplice e intuitivo. Per completare i dodici livelli, sarà necessario affrontare orde di agguerriti nemici, portando di volta in volta a compimento missioni quali la conquista di una determinata zona della mappa, l’abbattimento di particolari ostacoli (spesso attraverso azioni di gruppo realizzabili solo in determinate situazioni), l’uccisione di generali nemici e dei principali antagonisti. Se, da una parte, il sistema di gioco è lineare, dall’altra i vari cambi di personaggio giocabile dovuti all’evolversi della trama rappresentano un’ottima attrattiva di questo titolo: ognuno di loro, infatti, possiede armi e abilità diverse (tutte potenziabili equipaggiando le “skill cards” ottenute mediante la sconfitta dei vari generali avversari).

daryun

Per quanto riguarda il sistema di combattimento, quasi tutti i personaggi sono dotati di due armi intercambiabili (potenziabili anch’esse con poteri elementali) mentre ogni personaggio può combattere sia cavallo che a piedi. L’IA dei nemici è poco sviluppata, dando maggior spazio alla quantità di attacchi piuttosto che alla ricercatezza della strategia.

Oltre lo “Story mode” è presente anche una “Free mode” che consente  di rigiocare tutti i 50 scenari con uno qualsiasi dei 15 personaggi sbloccabili.

Arslan personaggi

Graficamente il gioco è più che soddisfacente, con scenari un po’ spogli e non particolarmente curati, ma pieni zeppi di nemici da affrontare. Le sequenze in cel shading sono ben realizzate e fedeli alla trasposizione anime più recente, andando a costituire quasi una sorta di motion comic. Ottimo il doppiaggio in giapponese (lo stesso dell’anime) e suggestiva la colonna sonora.

Nel complesso, dunque, Arslan – The Warriors of Legend è un videogame assolutamente da avere per gli appassionati della saga di Tanaka e per quelli dei giochi della serie Warriors e consigliato a tutti coloro che cercano una bella storia unita ad un piacevole gameplay.

 

 

About the author

Giuseppe Di Mauro

Giuseppe Di Mauro

Allievo ingegnere dalle ambizioni letterarie, eternamente diviso tra la pesante concretezza del cemento armato e l'inebriante incanto delle parole e delle nuvole di carta.
Caporedattore di ToChio.it

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