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Cosa c’è e cosa non c’è in Shannara Chronicles: la legge di Murphy.

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Written by Francesco Lodato

Era dai tempi della prima stagione di The 100 che Murphy non colpiva così forte una serie televisiva e Shannara Chronicles è stata investita in pieno dalla più inesorabile legge della fisica, quella che regola la sfiga.  Nei primi tre/quattro episodi succede di tutto, il contrario di tutto e più di tutto ma l’hashtag della serie pare proprio essere #mainagioia.
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Nella città degli elfi, che sembra Gondor, c’e un albero (in parte plastica ed in parte digitale) che sta morendo e fino a qui è il ciclo naturale della vita ma… questa pianta dalle proprietà magiche protegge il mondo dai Demoni tenendoli imprigionati nel Divieto e per ogni foglia che perde, una creatura malvagia si libera dalla prigionia pronta a spargere morte e distruzione…e ti pareva. Ci sono un gruppo di ragazzi con il compito di accudire la pianta, la prima ragazza che si guadagna l’ingresso nella cerchia degli “Eletti” si chiama Amberle Elessedil, che per volere dell’onnipotente Murphy è anche la principessa degli elfi in quanto nipote del re da parte del defunto cocco di papà.

Poppy Drayton ci prova a vincere la sfiga intrinseca del proprio personaggi ma quando sei accompagnata da una ancella chiamata Catania hai poco da provarci, infatti la ragazza è l’unica tra gli Eletti con cui la pianta parla dopo millenni solo per dirle “Hey sto morendo mica pizze e fichi”. Questo dettaglio trascurabile, cui si aggiunge la visione di lei che maciulla il suo ragazzo, la porta a rincoglionirsi ad un livello tale da scappare in piena notte incasinando ogni cosa tra vecchie zie, zingare ladre e mezz’elfi dallo sguardo languido ed i pettorali scolpiti. Nota bene: non è possibile diventare Eletti senza l’approvazione di Murphy, infatti la prova necessaria consiste nel coprire la distanza “Toretto” (1/4 di miglio circa stando a Fast & Furious) correndo in un bosco bendati e con le mani legate dietro la schiena.

C’è un mezz’elfo orfano da dieci minuti (tale Austin Butler, ex dj del “Verdant di Arrow, calcioruotato via dalla serie da Willa Holland) che vuole fare il guaritore per auto flagellarsi gli zebedei incolpandosi di non essere riuscito a salvare la madre, magari diventa pure bravo ed aiuta le persone ma sfiga vuole sia anche figlio di un eroe caduto in disgrazia dopo essere incappato nella Spada di Murphy…ehm…di Shannara usandola per salvare il mondo. Ma lui non aveva mia visto Streghe o Ouat quindi no sapeva che la magia ha sempre un prezzo, il povero padre di Will lo ha pagato nel peggiore dei modi friggendosi il cervello e lui che è pure Elfo solo per metà, non vuole fare la stessa fine ma nessuno può sottrarsi al proprio destino… o alla sfiga visto che la madre, in punto di morte, ci mette il carico a mazze consegnandogli le maledetta Pietre Magiche che danno il nome al libro da cui è tratta la prima stagione della serie ( in originale “The Elfstones of Shannara”).

C’è un Druido, sparito dal mondo trent’anni prima, che torna in vita al richiamo dell’albero moribondo (o forse stava facendo un incubo con Oliver Queen che lo mazzola di botte trattandosi di Manu Bennett, il Deathstroke di Arrow). Lo chiamano Allanon, vero nome dell’araldo di Murphy perché nessuno porta sfiga come lui: non gli basta aver fatto friggere il cervello del padre di Will, adesso vuole il ragazzo faccia altrettanto trafficando con la magia, inoltre non vede alternativa per salvare il mondo che non sia fare in modo che la ragazza eletta compia una pericolosa missione in terre sconosciute.
Inoltre possiede un amore viscerale per farsi i fatti degli altri leggendo le menti a casaccio prima di rischiare, sempre, la vita di qualcun altro per portare a termine i propri piani, infine, credendosi ancora in Arrow, ha chiesto di usare un fighissima spada retrattile che sarà il mio prossimo regalo di Natale se la serie non verrà cancellata per eccessiva tamarranza.

C’è un Druido malvagio che torna dal luogo nel quale era stato esiliato pianificando una vendetta crudele ed estremamente violenta su persone che neanche erano nate quando lui venne spedito nel Divieto, ma non importa, qualcuno deve pagarla, non importa se sia o meno colpevole. Purtroppo per le persone normali, si porta dietro una serie di creature omicida dal mutaforma alle furie, tutti egualmente pazzi e dediti alla mutilazione pre morte delle proprie vittime: fanno faville alle feste,ospiti consigliatissimi ad ogni splatter party degno di questo nome.

C’è un re anziano che sperava di poter vivere in pace i suoi ultimi giorni, vogliamo scherzare? Non importa se ha già perso un figlio e sua nipote è una pazza fuori di testa, non basta! Per questo l’onnipotente signore della sfiga gli invia il propio araldo e quando il Druido ricompare, lui si gratta dove non batte il sole prima ancora di sapere che l’albero sta morendo, peggio che mai, perché al peggio non c’è mai fine, non solo deve affidare la sorte del regno a quella rincoglionita della nipote, ma finisce anche per rendersi conto quanto gli altri due suoi potenziali eredi siano degli imbecilli.
Purtroppo il re, che è molto sfortunato, e si ritrova in giro per il palazzo reale un demone che ammazza gente per diletto ed un mezz’elfo sfigato che discende da una stirpe più regale della sua, tutto questo con l’albero che muore ed il Druido che predice la fine del mondo: tutto questo per far John Rhys-Davies di aver lasciato la terra di mezzo ed i panni di Gimli per dare una ventata di eterosessualità alla specie elfica.

Infine c’è la regina delle sfigate: Eretria, quella Ivana Baquero che non contenta di essere sfuggita dal “Labirinto del Fauno” da bambina, o probabilmente proprio per questo, finisce per fare la schiava ladra di un campo zingari sovradimensionato con un padre altamente deprecabile. La sua sfiga vera si chiama Gough e Miller, perché gli sceneggiatori non sapevano come farcela stare nella storia dall’inizio, quindi hanno provato a fare incrociare la sua strada con quella di Will e Amberle per poi farla spedire al palazzo degli elfi per rubare le pietre magiche, ma dato che nessuna di questi escamotage narrativi reggeva, hanno optato per una sacra visione del veggente che passava da li per caso in cui lei DOVEVA partecipare per volontà di Murphy alla missione in cerca del Fuoco di Sangue per resuscitare l’Albero con la cui futura morte tutto ciò ha avuto inizio.

A questo punto sono confuso anche io, l’unica cosa che posso dire è che la serie non è malaccio, è tecnicamente fatta bene ed è diretta ad un pubblico giovane: un segno di quello che può fare MTV investendo una vagonata di soldi in una serie televisiva.

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Francesco Lodato

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