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STAR WARS, EPISODIO VII – THE #REVIEW AWAKENS.

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Fabrizio Nocerino

Come sempre, una doverosa premessa.
Questa recensione non avrá SPOILERS, al suo interno.
Parlerá dei personaggi, di come sono sullo schermo; parlerá dell’azione, della regia, di corsi e ricorsi storici…ma non vi rovineró la trama.

Avevo 6 anni quando Episodio I – La Minaccia Fantasma uscí al cinema e quello fu il mio primo approccio alla Saga.
Visto qualche anno dopo, avevo un bel ricordo di quel film: era colorato, luminoso, semplice da seguire e con un personaggio interessante come Qui-Gon Jinn e un villain spaventoso come Darth Vader a darmi quel brivido per maschietti, la doppia lightsaber rosso sangue.
Poi guardai Episodio II.
E non fui soddisfatto come prima…tanta politica a collegarsi con piú personaggi bizzarri e sicuramente affascinanti (Grievous) e meno interesse verso i protagonisti.

Poi, dopo I e II, a circa dodici / tredici anni, guardai la Saga Originale.

Episodio IV – Una Nuova SperanzaEpisodio V – L’Impero Colpisce AncoraEpisodio VI – Il Ritorno dello Jedi mi spazzarono via.
Tre esperienze differenti l’una dall’altra, tre esperienze comunque collegate e incredibilmente vive, che lasciano spiazzati e che vogliono essere visti in rapida successione.
C’era piú magia in un mondo piú chiuso, piú fisico (ma quella é la differenza che passa tra un green screen e un set con pupazzoni…) che in incredibili scorci planetari e cittá enormi e ricche di vita.
La Cantina di Mos Eisley, la Dagobah paludosa e lo spazio chiuso e ricco di figure strambe della nave da schiavista di Jabba erano piú interessanti dell’infuocata Mustafar.
Luke Skywalker e il confronto con Darth Vader, la storia che intrecciava il giovane, aspirante Jedi con Leia Organa e il contrabbandiere Han Solo, la potenza dell’Impero, la Morte Nera, il SarlaccBoba Fett…ci sono talmente tante cose che potrei citare.
Tante di quelle cose che mi hanno fatto innamorare di questa Saga, anzi, della Trilogia Originale.


J. J. Abrams ha in mano quello che é, probabilmente, uno dei momenti cinematografici piú importanti di una generazione di appassionati, cinefili, semplici novizi e veterani  di mille battaglie a colpi di spada laser (immaginaria che sia).

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STAR WARS EPISODIO VII – IL RISVEGLIO DELLA FORZA é un film bello, divertente ed emozionante.
Mentirei a dire il contrario.
É un film nuovo ma che di nuovo ha molto poco.

Fondamentalmente, questo film funziona e funziona benissimo, perché riporta la Saga a quarant’anni prima (e c’é chi puó vederlo come un bene e chi come un male).
Episodio VII riprende quel discorso bruscamente interrotto dalla Trilogia Prequel e ricrea la sensazione dominante della Trilogia Originale.
Abrams ricrea il sense of wonder che era andato perso sotto una montagna di cloni, effetti speciali e fantapolitica, romanticismo melenso e interpretazioni scialbe e poco interessanti, sotto odiosi Gungan e sotto un George Lucas stesso che, con piú budget e piú libertá, rischiava di lasciare un amaro ricordo negli occhi dei propri appassionati.

Lawrence Kasdan, sceneggiatore di questo Episodio ma anche di L’Impero Colpisce Ancora e de Il Ritorno dello Jedi, e J. J. Abrams giocano con lo spettatore dalla prima nota del tema principale di John Williams (che fa ancora, ogni giorno, la sua stamaledetta figura) fino all’ultima, memorabile scena.
Il gioco di Episodio VII é collettivo, non solo con la sala del tuo cinema, con il pubblico di fan che ti circonda e con gli amici con cui sei andato a vedere il film.

Gioca con la nostalgia, gioca con i nuovi elementi, con rimandi e richiami, gioca con te, che conosci tutte le battute della Trilogia Originale e gioca con il novizio, che puó rivivere (piú o meno) le stesse sensazioni della prima visione di Una Nuova Speranza.

Questo film, personalmente, non é riuscito, neanche per una scena, ad annoiarmi: che sia stata l’inquadratura ricercata di Abrams lungo le distese desertiche di Jakku, che sia stata la battaglia a colpi di TIE Fighters o anche un semplice e veloce scambio di battute tra Han Solo Chewbacca sul Millennium Falcon.

Quello che viene costruito, in questo primo installment della nuova Trilogia, non é niente di incredibilmente intricato e complesso (nessuno dei primi tre Episodi lo era…), é una storia semplice e molto schietta.
Certo, dire che sia completamente avulsa da quel fattore nostalgia che rende automaticamente ció che é vicino ai nostri ricordi piú dolci bello sarebbe ipocrita.
Il film, ripeto, non a caso prende proprio molto della sua storia da Episodio IV, ma lo fa con coscienza e lo fa cercando, appunto, di ricollegarsi con lo spettatore che, semplicemente, vuole questo tipo di storia, lo desidera da anni e che, finalmente, vede su grande schermo dopo tempo.

Praticamente tutto, in un modo o nell’altro, cita la Trilogia Originale: Jakku e Tatooine, Takodana ed Endor, la base Starkiller Hoth sono scenografie ampie, di grande respiro, magistralmente riprese da una fotografia impeccabile (e sorprendentemente quasi priva di flare) e che calano lo spettatore in ambientazioni molto diverse e che fanno anche bene all’occhio, riprendendo uno degli ottimi elementi della Seconda Trilogia, la varietá di ambientazioni.
Il cast originale é presente, specialmente nella seconda metá del film, ma non ha mai un ruolo invasivo, piuttosto lascia che la storia si dipani mettendo in gioco anche loro, senza rubare il ruolo di personaggi principali ai nostri nuovi protagonisti.


Il  quartetto di new faces chiamato in campo da J. J. Abrams é un gruppo di personaggi work in progress.
Mi spiego meglio: nessuno dei quattro (comprendo il villain) é una figura giá formata e scolpita nella roccia…e questo, per me, é giá un enorme punto a favore.
Sono stereotipati, un po’ telefonati, un po’ alter ego dei personaggi originali ma sono incredibilmente divertenti da vedere interagire su schermo e sanno fare loro il ruolo, sanno come prendere questa enorme responsabilitá sulle spalle e creare delle performance uniche.

star-wars-force-awakens-picture-1-640x963     Finn (John Boyega) é un personaggio da due volti: tormentato e impaurito dal Primo Ordine, risoluto e volutamente “cazzone” dopo l’incontro con Rey.
Il suo beccarsi ripetutamente con la ragazza e con BB-8 é uno degli elementi costanti del film e una delle cose piú divertenti di tutta la pellicola, alleggerendo il tono nelle situazioni ad alta tensione…contemporaneamente, sul finale comincia veramente a brillare, rendendosi protagonista di un paio di scene d’azione degne di nota, un antipasto di un eroe in divenire.

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Poe Dameron (Oscar Isaac) é il Ribelle spaccone e sicuro di sé, forse il  personaggio dal background piú definito dei tre.
Il miglior pilota di X-Wing in forza al Generale Leia é la miccia della trama e la sua missione, affidata al droide BB-8, mette in moto la catena di eventi che porterá all’incontro di tanti elementi in gioco della storia.
Credo che lo spazio affidato a questo personaggio aumenterá esponenzialmente durante Episodio VIII

Rey (Daisy Ridley) é giovane, bella ed é il richiamo piú forte che potrete trovare ad Anakin Skywalker di  tutta    la storia.
Vive in solitudine su Jakku, il pianeta desertico che fa da palcoscenico ai primi 45 minuti del film ed éstar-wars-force-awakens-picture-2-640x958  una scavenger: vive di rottami, di incursioni su corazzate da guerra crollate trent’anni prima (e che fanno sussultare il fan piú accanito) ed é, per molte scene, il focus del vero risveglio della Forza.
Si percepisce, sin dalle prime inquadratura, che questa ragazza ha molto di piú pronta ad aspettarla lontana dalle dune di sabbia del suo pianeta e seguire il suo percorso é la cosa che piú mi mette in attesa del prossimo capitolo.

 

kylo-ren-e-il-villain-di-star-wars-il-risveglioKylo Ren (Adam Driver) é il nemico principale della pellicola, un aspirante signore dei Sith con in mente un solo grande piano e un intero esercito pronto ad accompagnarlo nella sua missione (pur costretto da comandi superiori).
 Ogni sua entrata in scena trasuda potenza, la sua dimestichezza nelle vie della Forza spazza via per l’unicitá (e creativitá) con cui viene utilizzata, i suoi dialoghi con una figura oscura del passato e una ancor piú inquietante del presente ricordano il rapporto tra Vader e l’Imperatore, pur tuttavia conservando tratti finora mai visti nella Saga e mostrando come questo sia un personaggio ricco di sfaccettature, tutte da esplorare.


Il contorno a questo gruppo di personaggi é quello che ci si aspetta da vedere da un sequel e da un nuovo tassello al mythos di Guerre Stellari.
La storia, gli avvenimenti, svaniscono nella memoria, sono sorpassati da altri avvenimenti e alcune figure restano nell’ombra, altre diventano leggende da tramandare e tutto.
Quello che era l’Impero si é tramutato nel Primo Ordine, una forza galattica che é semplicemente, fatemelo dire, una gioia da vedere e che non sfigura con quello che era il suo predecessore.
Dagli Stormtrooper puramente votati alla carne da macellobersagli mobili con tanto di chicche, comedy e citazioni (anche qui!) a quelli nettamente piú belli da vedere su schermo, tra cui un paio che ho ancora ben fissi in mente e che voglio assolutamente di piú.
Il Generale Hux e il Capitano Phasma (rispettivamente Domhnall Gleeson Gwendolyn Christie) sono due aggiunte a questo Ordine malvagio di spessore, che rendono il tutto piú vivo e piú importante, meno freddo e non fatemi parlare del personaggio interpretato da Andy Serkis4-Star-Wars-il-risveglio-della-forza-recensione

Menzione d’onore anche a Lupita N’yongo e al suo personaggio, che funge da snodo per la seconda parte della storia, cosí come é necessaria fare un degno tributo a BB-8, da molti visto come il tentativo tutto Disneyano di inserire il personaggio da far piacere ai ragazzini e…é esilarante, inutile negarlo.

Non voglio perdermi in elogi alla parte tecnica…é tutto bellissimo, tutto impressionante e tutto enorme.
Per gli occhi, una gioia.


1582 parole dopo, sono ancora qui a scrivervi di un film che mi ha lasciato un enorme sorriso nel cuore e che mi é ancora impresso nella mente per avermi riportato a vivere uno dei miei angoli di fantascienza al meglio.
É l’inizio di una nuova storia.
Non osa, non é perfetto, non é un capolavoro assoluto ed imprescindibile (per i non fan, ovviamente…), non é incredibilmente sorprendente, é prevedibile e se volete metterla sulla critica, é molto paraculo.
Il problema é che…é paraculo in modo positivo.
Non forza nessuna scena, non forza nessuna battuta.

Dosa le sue parti al meglio ed apre un immenso scenario da esplorare e sviluppare e se questo é stato il capitolo iniziale ho una voglia immensa di vedere cosa accadrá in Episodio VIII Episodio IX.
I personaggi sono interessanti seppur semplici, la trama é elettrizzante seppur “giá vista”, é il perfetto mix di un revival al servizio di ogni tipo di fan ed é un approccio perfetto, 40 anni dopo Una Nuova Speranza.

É il miglior fanservice che potreste richiedere, non prende (solo) deliberatamente quello che c’era di bello, ma lo modernizza e lo rende fresco, come se non fossero passati altri 6 film e un prequel in mezzo.

Che vi sia piaciuto o che non vi sia piaciuto, fatemelo sapere nei commenti.
Parlate, condividete la vostra esperienza.
É il bello di essere fan, specialmente fan di Star Wars.

E ora mancano 365 giorni all’uscita di STAR WARS: ROGUE ONE…

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About the author

Fabrizio Nocerino

Fabrizio Nocerino

Circa 22 anni di vita, di cui piú della metá passati con un fumetto in mano.
Scoprire a 8 anni l'Uomo Ragno in edicola é stato il colpo di fulmine.
Amo parlare, amo scrivere amo raccontare di fumetto e di storie, ma anche di quello che si nasconde dietro e di chi ci lavora: da questa voglia nasce Uncanny Comics, il mio miglior risultato e la community di cui vado orgoglioso.

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